Alcuni consigli per la gestione del tempo dal progetto CoStellAzioni

 

In momenti come questo rischiamo di farci trasportare nella depressione, nello sconforto, o nel nervosismo, nell’ansia, nella necessità di dover a tutti i costi riempire un vuoto, un silenzio.

Anche solo per cinque minuti mettiti seduta, comoda, a occhi chiusi. Respira.

Accetta la vulnerabilità, la paura, anche l’ansia, l’angoscia, il panico. Anche la rabbia. Siamo fragili, come quasi tutte le cose preziose. Siamo vulnerabili, perché siamo vivi. Ogni esperienza ci modifica, ci “deforma”. Quello che dobbiamo fare dopo è tornare come prima, anche se diversi da prima. Reagiamo e riorganizziamo l’esistenza. Siamo sempre noi, anche se differenti.  Riscopriamo le nostre risorse, tutte quelle che ancora ci sono.

Ascoltiamo il nostro corpo, quindi le nostre emozioni: il tremore dei muscoli, il sudore delle mani, il rossore del viso, il battito del cuore, la sensazione di freddo o di caldo, la frequenza del respiro. Ascoltiamo i nostri pensieri, accettando quelli belli e quelli brutti, facendoli passare entrambi, non soffermandoci troppo.

Elaboriamo tutto questo senza metterci impegno e volontà, un po’ come quando digeriamo quello che mangiamo. Semplicemente non ostacoliamolo, permettiamo che avvenga.

Osserviamo tutta la nostra anima (o psiche, se volete): le emozioni, i pensieri, i comportamenti. Ma chi è che osserva se gli osservati siamo noi? Siamo sempre noi, non possiamo essere oggettivi. Allora proviamo anche a cambiare prospettiva, adottiamo il punto di vista di qualcun altro, immaginiamo di guardarci dal di fuori, con altri occhi, da un altro cervello.

Fai un diario. Come diceva Cristina, qualcosa tipo: cosa mi piace, cosa non mi piace di questo momento. Oppure: ascoltando il mio corpo sento questo, ascoltando i miei pensieri quest’altro. Scrivi anche solo poche righe, anche se non le vorrai far leggere a nessuno. Se invece vorrai, scrivile qui.

E poi naturalmente telefona a chi ti è caro, magari bevendo un caffè o un te insieme, anche senza vedersi.

Qui potresti anche scrivere UNA PAROLA CHIAVE, una sola parola che racchiude dubbi, domande, considerazioni che riguardano il tuo corpo e la tua mente, la tua persona nell’ambiente che ti circonda, fatto di una comunità e di un territorio. Una parola come fosse il titolo di un argomento, di un tema che vorresti si sviluppasse. Magari io colgo lo spunto per scrivere qualche riga in libertà, e magari lo faranno anche altri.

A presto, Claudio Corsi

 

#iorestoacasa #lastorianarrerà